Come prepararsi al rientro dalle vacanze: cosa decidere nelle ultime due settimane d'estate
- 18 ago
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Prepararsi al rientro dalle vacanze non è la stessa esperienza per tutte. C'è differenza fra chi arriva al primo lunedì di settembre e si trova a organizzare di nuovo tutto (sonno, lavoro, scuola, pasti, impegni familiari) e chi invece a quel lunedì arriva con una parte del lavoro già fatto. La differenza tra i due scenari sta nel momento in cui si prendono le decisioni sul rientro, piuttosto che nella quantità di riposo accumulato o nella capacità organizzativa personale.
Le ultime due settimane d'estate posso essere utilizzate anche come una zona di transizione, senza anticipare il rientro (sarebbe controproducente, visto che cancellerebbe il riposo residuo), ma preparandolo sul piano organizzativo. Potrebbero essere il momento in cui si decide cosa farà parte di settembre e cosa no, prima che la routine arrivi togliendo la lucidità per farlo.
Perché il rientro pesa: il salto fra due modalità di vita
In vacanza si vive dentro una semplificazione della nostra vita invernale: pochi appuntamenti, ritmi più lenti, decisioni ridotte al minimo (cosa mangiare, dove andare, a che ora uscire). Il carico mentale scende perché si riduce oggettivamente il numero di cose da gestire.
Al rientro ci ritroviamo tutto in una sola volta: gli orari di sonno, gli impegni di lavoro, la ripresa scolastica per chi ha figli, la gestione dei pasti quotidiani, le faccende domestiche accumulate, l'organizzazione familiare.
I dati ISTAT sulla conciliazione tra lavoro e famiglia evidenziano un aspetto significativo: nelle coppie in cui entrambi i partner lavorano, le donne di età compresa tra i 25 e i 44 anni svolgono il 61,6% del lavoro domestico.
Per la maggior parte di queste donne, il carico del rientro non è quindi equamente distribuito e si intensifica soprattutto nei primi dieci giorni di settembre, dove l'energia è scarsa, poiché il ritmo estivo è ancora presente.

La conseguenza è quella sensazione ricorrente di essere già in ritardo il primo giorno, di rincorrere da subito qualcosa che non si è ancora nemmeno iniziato. Chi non ha organizzato nulla in anticipo si ritrova a gestire decisioni e mansioni contemporaneamente, cadendo nello "stress da rientro".
L'operazione decisionale, però, si può separare da quella esecutiva ed è proprio questo lo spazio in cui le ultime due settimane d'estate possono tornare utili.
Prepararsi al rientro dalle vacanze usando le ultime due settimane come zona-cuscinetto
Possiamo utilizzare le ultime settimane di agosto come una zona-cuscinetto, uno spazio dedicato alle decisioni: cosa entrerà nel prossimo mese e cosa no; quali impegni confermeremo e quali verranno riconsiderati; quali priorità abbiamo e quali si sono rivelate meno importanti di quanto sembrassero. Anche se siamo rientrate a lavoro, ad agosto ancora non ci sono i ritmi frenetici dell'autunno e possiamo fare questo genere di riflessioni senza la pressione dei mesi che verranno.
Le decisioni prese sotto stress o stanchezza sono decisioni peggiori perché diamo precedenza all'urgenza anziché all'importanza e tendiamo ad aggiungere invece che a togliere.
I tre piani della preparazione
1) Ridefinire le priorità della stagione che arriva
Le priorità che sembravano ovvie prima non necessariamente lo sono ora.
Il riposo estivo ha un effetto collaterale utile ci porta anche a riflettere su cosa è veramente importante per noi, sui nostri obiettivi, sui cambiamenti che vogliamo fare.
Ridefinire le priorità non significa fare un nuovo e inutile elenco di buoni propositi, ma ridefinire ciò che davvero è per noi fondamentale fare.
Il rientro è uno dei pochi momenti dell'anno in cui questa selezione può essere fatta con la mente sgombra e sfruttarlo significa arrivare a settembre sapendo già dove concentrare l'attenzione, senza doverlo capire strada facendo.
2) Alleggerire le aspettative sull'autunno
Dopo il riposo estivo, l'autunno viene idealizzato. "Adesso riprendo tutto", "questa volta mi organizzo", "settembre sarà il mese in cui finalmente...". L'energia presa in vacanza viene proiettata sull'autunno come se fosse disponibile, ma non lo è. L'energia che ci ritroveremo a settembre è soltanto quella di una persona che sta rientrando in un routine densa dopo un periodo più calmo.

Alleggerire le aspettative adesso significa prevenire, in un certo senso, la frustrazione di ottobre generata da attività non iniziate o non portate a termine.
Proviamo piuttosto a guardare i nostri propositi di rientro e chiedendoci se lo si porteremo avanti anche in una settimana frenetica, dandoci delle risposte veritiere.
3) Preparare il terreno senza rientrarci subito
Possiamo iniziare con il verificare il calendario dei primi quindici giorni di settembre togliendo le sovrapposizioni evidenti; controllare le scadenze fiscali, amministrative o scolastiche che cadono nella prima metà del mese; stabilire gli appuntamenti che devono essere presi subito e, se non ci costa uno sforzo, provare a prenderli ora, con calma.
Possiamo anche fare una lista della spesa, ad esempio, per non ritrovarci al rientro con il frigorifero vuoto e nessuna energia per riempirlo.
In fondo è la stessa mole di lavoro che dobbiamo fare, solo che viene distribuita in modo profondamente diverso..
Il passaggio a settembre: come arrivare al primo lunedì
Se le due settimane precedenti sono state usate come zona-cuscinetto, il primo lunedì di settembre non è un salto ma un atterraggio.
La differenza sta nel fatto che esiste un elenco di cose già decise, un calendario già visionato, una lista di priorità già selezionata, alcune scadenze già gestite. Il primo giorno diventa quindi un giorno di esecuzione, non di stress.
Non abbiamo anticipato il rientro, lo abbiamo pianificato sotto l'ombrellone, dopo l'escursione in montagna o in una serata nella nostra stanza d'albergo, dopo aver trascorso una giornata talmente piacevole da non sentire la necessità di uscire di nuovo.
AdS

L'angolo dell'azione
Trenta minuti in questi giorni, un foglio di carta (non il telefono, non il computer), tre colonne intestate: decido ora, rimando a settembre, lascio cadere.
Massimo cinque voci per colonna.
Chiudi il foglio e riponilo per tornare in vacanza.
Lo riprenderai al tuo rientro




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