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Abitudini estive sane: quali tenere davvero e quali smettere di rincorrere

  • 21 lug
  • Tempo di lettura: 6 min

È metà luglio. Ti svegli con una lista mentale di attività, come ad esempio yoga alle sette, colazione fatta con calma a base di frutta di stagione, journaling, camminata di trenta minuti prima che faccia troppo caldo, lettura, apericena serale, forse anche allenamento a giorni alterni.

Ognuna di queste, presa da sola, ha senso, ma messe insieme sono una seconda vita che non hai il tempo, né spesso l'energia, di fare veramente.


Quello che succede in agosto lo sai già: verso la seconda settimana ne stai facendo tre su otto, ti senti in colpa per le cinque che hai lasciato andare, e al rientro decidi che a settembre "ricominci da capo".

Taccuino aperto con una lista di buone abitudini scritta a mano e alcune voci barrate, accanto a una tazza di caffè su un tavolo in legno chiaro
Le liste di "cose sane da fare ogni giorno" nascono con le migliori intenzioni. Poi arriva il momento in cui pesano più di quello che dovrebbero alleggerire.

Il problema è che stai lavorando sull'aggiunta, quando invece dovresti lavorare sul "filtrare". Un cambiamento di stile di vita duraturo non passa quasi mai dall'accumulo di nuove buone abitudini, ma dalla capacità di distinguere quali stanno portando qualcosa di positivo nella tua vita e quali sono residui di un'agenda che non ti appartiene più.

Questo articolo non ti darà l'ennesima lista di "abitudini sane estive", ma un criterio per scegliere le tue.

Perché in estate le abitudini si sfaldano


Prima di parlare di cosa tenere, vale la pena capire perché in estate mantenere una routine pesa molto più di quanto costi da ottobre a maggio e ce ne sono almeno tre:


  • La prima è biologica.

    I ritmi circadiani, cioè l'orologio interno che regola sonno, energia e attenzione, cambiano con la luce. In estate la luce dura più a lungo, la melatonina si produce più tardi, il sonno tende a essere più leggero e frammentato. E' il normale funzionamento del corpo umano, da sempre. Un'abitudine costruita a marzo, quando alle sette del mattino sei già lucida, non ha la stessa presa a luglio, quando alle sette sei ancora in una zona grigia tra sonno e veglia.


  • La seconda è cognitiva.

    Il caldo aumenta la cosiddetta decision fatigue (la fatica di prendere decisioni). Ogni scelta, anche piccola, consuma energia mentale e con le temperature elevate quella riserva si esaurisce prima. Se il tuo sistema di abitudini richiede molte micro-decisioni ("che yoga faccio oggi?", "cosa scrivo sul diario?", "che percorso per la camminata?"), stai chiedendo al tuo cervello di lavorare in condizioni in cui è già a metà capacità.


  • La terza è ambientale. In estate il contesto cambia: viaggi, ospiti, orari sfalsati, cucine diverse, letti diversi, ritmi familiari alterati. Le abitudini sono profondamente legate al contesto in cui sono nate. Spostando il contesto, l'abitudine perde i suoi appigli.

Donna seduta sul bordo del letto in una stanza inondata di luce estiva mattutina, in pigiama color cipria e beige
A luglio, alle sette del mattino, il corpo lavora in un'altra stagione. Le abitudini di a marzo non sempre vanno bene in estate.

La trappola dell'agenda sana: quando le abitudini diventano un dovere


C'è un fenomeno che sta diventando quasi epidemico e che vale la pena chiamare per nome: il virtuous overload, il sovraccarico virtuoso.

È la sensazione di dover praticare, allo stesso tempo, tutte le abitudini sane che ti sono state raccontate come indispensabili negli ultimi anni.

Yoga per la flessibilità, meditazione per l'ansia, journaling per la consapevolezza, camminata per il cuore, allenamento di forza per le ossa, lettura per la mente, alimentazione consapevole per il metabolismo, sonno regolare per gli ormoni, idratazione strutturata, esposizione alla luce, contatto con la natura, digital detox ecc..

Ognuna di queste ha la sua validità ed è supportata da studi seri; ma non c'è nessuno studio ha mai testato tutte queste pratiche insieme, ogni giorno, in una donna adulta con lavoro, relazioni, casa da gestire e, chiaramente, delle energie limitate.

Quello che viene venduto come "vita equilibrata" è in realtà un secondo lavoro non pagato, con obiettivi in continua espansione che sono impossibili da portare avanti, tutti insieme, nell'epoca attuale. La vita è anche spontaneità e ognuno di noi deve trovare il suo personale equilibrio.

L'idea di "prendermi cura di me", deve essere comunque compatibile con il proprio corpo, il proprio lavoro, le persone che compongono la propria vita privata e, perchè no, deve essere anche compatibile con la propria posizione geografica e con la propria abitazione.


Il criterio di selezione: 4 domande per filtrare le tue abitudini sane estive


Crea mentalmente o ancora meglio, su carta, la tua lista attuale di abitudini che stai cercando di mantenere in questi giorni.

Per ognuna, passa attraverso queste quattro domande; non devi rispondere in modo elegante, ma in modo onesto.


1. Mi fornisce energia o me la sottrae?

Un'abitudine sana produce, nel medio periodo, un saldo positivo di energia. Non necessariamente durante l'esecuzione (l'allenamento può stancare sul momento) ma nell'arco della giornata o della settimana. Se un'abitudine ti lascia sistematicamente più stanca, più tesa o più irritata di come ti aveva trovato, non è "una fase", è un dato.

Esempio: la camminata alle sei del mattino d'estate, se ti alzi già stordita e ti costa uno sforzo enorme, potrebbe non essere l'abitudine giusta per te o in questa stagione. La stessa camminata alle otto di sera, con luce ancora buona, potrebbe invece rivelarsi rigenerante. L'abitudine è la stessa, ma il contesto la trasforma.


2. La sto scegliendo o la sto subendo?

C'è una differenza netta tra "faccio yoga perché mi fa bene" e "faccio yoga perché se non lo faccio mi sento in colpa". La prima è una scelta, mentre la seconda è un obbligo autoimposto, spesso ereditato da qualcuno o qualcosa: un'influencer, un libro, un'idea di donna virtuosa che non hai mai davvero esaminato.

Immagina di parlare a te stessa dicendole che oggi non farai quell'attività. Cosa senti? Sollievo? Colpa? Vergogna?

Il tipo di emozione che emerge ti dice molto sulla natura di quell'abitudine.


3. Funziona nel mio contesto attuale, non in quello ideale?

Molte abitudini le portiamo avanti in nome di una versione di noi che non esiste. Quella che si sveglia alle sei, ha un'ora libera prima che si svegli il resto della famiglia, che ha un'aspetto sempre curato, mangia in un ambiente silenzioso, ha una casa in ordine. Se il tuo contesto invece è un altro, l'abitudine costruita per quella versione ideale sta lavorando contro di te.

La domanda è: questa abitudine è compatibile con la mia vita di adesso, o con la vita che aspiro ad avere?


4. Cosa succede se la sospendo per una settimana?

Fai l'esperimento: sospendi l'abitudine per sette giorni interi. Cosa cambia nella tua energia, nell'umore, nel corpo, nelle relazioni?

Se dopo una settimana senza yoga ti senti visibilmente peggio, quello yoga ti dava un valore importante. Se dopo una settimana la tua vita procede uguale o meglio, forse non era lo strumento adatto a te.

Il corpo e la vita ci danno risposte più oneste, a volte, dei nostri pensieri.

Le abitudini che quasi sempre vale la pena tenere


Non esistono abitudini universali adatte a tutte, ma ci sono categorie di micro-pratiche che, nell'esperienza di molte donne e nella letteratura sulla stagionalità, tendono a superare il filtro anche in estate, perché sono coerenti con il nostro corpo e in questa precisa stagione.

Brocca in vetro con acqua, fette di limone e menta accanto a due bicchieri e una pesca su un tavolo in legno chiaro davanti a una finestra
Le abitudini che superano il filtro estivo hanno spesso questa forma: leggere, quasi invisibili, con un ritorno che si sente al secondo bicchiere.

L'idratazione.

In estate perdiamo più liquidi, il metabolismo lavora in condizioni diverse, la lucidità mentale dipende anche dallo stato di idratazione. Bere in modo regolare (non necessariamente due litri come recita lo slogan, ma in modo distribuito nell'arco della giornata) è fondamentale.


L'esposizione alla luce naturale mattutina

Anche solo dieci minuti nelle prime due ore dopo il risveglio, senza occhiali da sole, regola il ritmo circadiano, aiuta la produzione di melatonina la sera, migliora la qualità del sonno.

Costo: quasi zero. Rendimento: alto e cumulativo.


Un momento breve di silenzio quotidiano

Non necessariamente meditazione: anche cinque minuti seduta senza schermi, senza compiti, senza input esterni.

In una stagione in cui gli stimoli aumentano, tra luce, calore, socialità, viaggi, questo spazio vuoto diventa in modo per ricaricarsi.


Un pasto lento al giorno

Uno solo, consumato seduta, senza schermi, con attenzione a cosa c'è nel piatto e a come lo stai mangiando. Non è mindfulness da manuale, ma la restituzione di un gesto che l'estate tende a frammentare tra pranzi rapidi e cene fuori orario.


Nota che nessuna di queste richiede un investimeno di tempo aggiuntivo, né attrezzature, abbonamenti o di svegliarti alle sei. Sono semplicemente delle abitudini leggere ed economiche, che si integrano nella vita reale invece di sovrapporsi ad essa, portando dei benefici tangibili.

Come sottrarre senza sentirsi in difetto


Sottrarre è difficile, molto più che aggiungere, perché quando integriamo proviamo la sensazione di fare qualcosa di differente. Ma la nostra vita cambia non soltanto in base alla nostra crescita e agli eventi che la scuotono, cambia anche in base ai ritmi della stagione che stiamo vivendo e alle necessità che ci provare. Quello che per noi va bene in inverno non è detto che possa convivere con la stagione estiva. Possiamo scegliere di sospendere qualcosa che non è compatibile con luglio e agosto, riprendendo a settembre, come possiamo semplicemente decidere che quell'abitudine appartiene al passato e oggi abbiamo altre necessità o altre priorità, senza per questo sentirci in colpa.

AdS

L'Angolo dell'Azione 🌱


Questa settimana, prendi il tuo elenco di "cose sane" che stai cercando di fare ogni giorno.

Sceglierne una da sospendere per sette giorni interi.

Poi, il settimo giorno, verifica cosa è cambiato nella tua energia, nel tuo umore, nel tuo corpo, senza aver aggiunto nulla al suo posto.


La risposta che emergerà ti dirà, meglio di qualsiasi articolo, se quell'abitudine ti stava servendo o ti stava usando.


Mano femminile che scrive su un quaderno bianco con una penna a inchiostro nero, accanto a una tazza di tè fumante
Fermarsi a scriverle nero su bianco è già metà del lavoro. Le domande giuste raramente si formulano ad alta voce.

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